LA PERSONALITA’ PUO’ DIVENTARE UN DISTURBO?

Nella vita di tutti i giorni può capitare di sentire o pronunciare frasi come “oggi mi sento isterica!”, “secondo me quello lì è un po’ borderline”, “sei ossessivo!” oppure “dai, non diventare paranoico!”. Non tutti sanno, però, che termini come isterica, narcisista o paranoico, entrati ormai a far parte del nostro linguaggio quotidiano, si riferiscono in realtà a delle condizioni patologiche: i disturbi di personalità.

Cosa è un disturbo di personalità?
Ogni persona è caratterizzata da modi costanti di percepire, confrontarsi e considerare il proprio ambiente, ma anche se stessa. Questi modi peculiari, che si manifestano in un ampio spettro di contesti personali e sociali, sono quelli che definiscono i tratti della personalità di un individuo, ovvero le sue predisposizioni caratteriali, attitudinali e relazionali.
La varietà di caratteristiche e di strategie personali utilizzate, come anche la flessibilità nei diversi ruoli e stili interpersonali di comportamento, permettono alle persone di vivere meglio in società, di adattarsi al proprio ambiente e di far fronte alla sofferenza in modo adeguato.

Tuttavia, quando i tratti di personalità sono troppo rigidi e non consentono lo sviluppo di strategie utili all’adattamento personale, ma rappresentano, invece, un ostacolo ad esso – diventando causa di sofferenza e influenzando negativamente il funzionamento dell’individuo – possiamo dire di essere in presenza di un disturbo di personalità.
Le persone con un disturbo di personalità mostrano difficoltà nella capacità di adattamento e mancano delle caratteristiche di flessibilità nei ruoli e in risposta al contesto in cui vivono. In altri termini, presentano degli stili di pensiero e di comportamento rigidi ed immutabili nel tempo, nonostante cambino gli ambiti e le situazioni che si trovano a fronteggiare; questa rigidità compromette ugualmente la dimensione relazionale, rendendo faticosa e complicata anche la gestione dei rapporti con le altre persone.

Le difficoltà di gestione delle situazioni problematiche, la bassa capacità di adattamento all’ambiente e le difficoltà relazionali, inevitabilmente,  inducono la persona con disturbo di personalità a provare un forte disagio, angoscia e una profonda sofferenza.

disturbi_di_personalita(Photo: psicologi-italia.it)

Chi ha una personalità sana è in grado di affrontare lo stress quotidiano e non presenta particolari problemi relazionali con la famiglia, gli amici o i colleghi. Chi è affetto da un disturbo di personalità, al contrario, risulta incapace di rispondere in modo idoneo allo stress, ai cambiamenti e alle richieste della vita e ha numerosi problemi nel rapportarsi con gli altri. Chi presenta un disturbo di personalità spesso non ha consapevolezza del suo problema e mantiene, a volte, la totale convinzione che i propri schemi comportamentali siano “giusti”, e che il problema siano piuttosto gli altri (familiari, amici, colleghi) o lo specifico contesto in cui si trovano, questo fa sì che si sentano spesso “vittime incomprese” o “persone sfortunate”.

Quando si presenta un disturbo di personalità e quali sono le possibili cause?
Le caratteristiche di un disturbo di personalità di solito diventano riconoscibili durante l’adolescenza o nella prima età adulta. Alcuni esperti ritengono che gli eventi che si verificano nella prima infanzia influenzino fortemente il comportamento nelle fasi successive dell’esistenza. Altri, invece, pensano che particolari cause ambientali possano indurre un disturbo della personalità in chi presenta già una predisposizione genetica.
Sebbene, per definizione, un disturbo di personalità richieda un esordio non successivo alla prima età adulta, è possibile però che chi ne soffre giunga a consultare uno specialista relativamente tardi nel corso della vita. Un disturbo di personalità può aggravarsi a causa della perdita di persone che rappresentano un supporto significativo per chi ne soffre (un familiare, il coniuge), o al verificarsi di situazioni sociali destabilizzanti (licenziamento, trasferimento).

disturbi_personalità(Photo: psicoterapeutico.com)

Un disturbo di personalità, inoltre, può non avere delle manifestazioni sintomatiche dirette o che ne favoriscano il riconoscimento immediato, come avviene per tante altre sindromi o disturbi psicopatologici quali ad esempio gli attacchi di panico o la depressione maggiore. In questo caso, infatti, i segnali o i sintomi con cui si manifesta un disturbo di personalità possono ricordare quelli di altri disturbi clinici più riconoscibili (umore depresso, stati maniacali, ansia, panico, fobie, ossessioni, disturbi alimentari, ecc.) che, anzi, costituiscono quasi sempre il motivo dell’attenzione clinica e della richiesta di aiuto del soggetto. Proprio per questo motivo tali disturbi si configurano come una patologia più subdola da identificare.

È utile rivolgersi ad uno specialista?
Come tutte le altre patologie, anche i disturbi della personalità hanno le proprie cause che possono essere adeguatamente affrontate attraverso diversi tipi di terapia.
La terapia può comprendere la psicoterapia individuale, di gruppo o la terapia familiare.
Attraverso la psicoterapia la persona affetta da disturbi della personalità può riconoscere meglio le conseguenze e gli effetti del proprio modo di agire sugli altri, raggiungendo così una maggiore flessibilità e una minore frequenza di quegli schemi comportamentali che impediscono di vivere una vita equilibrata e appagante.

Dott.ssa Liliana La Placa