IL “DIVORZIO BREVE” E’ LEGGE!

A far data dal prossimo ventisei maggio, entrerà ufficialmente in vigore la legge n.55/2015, che ha istituito il cosiddetto “divorzio breve”.

Questi i punti salienti che innovano la legge 898/70:

  • I coniugi che in sede di separazione hanno raggiunto un accordo consensuale, potranno chiedere il divorzio a far data dai sei mesi successivi alla prima comparizione dinnanzi al Presidente del Tribunale, anche qualora la separazione sia stata introdotta in contenzioso tra le parti e si fosse successivamente conclusa consensualmente;
  • Se, invece, la separazione è stata raggiunta con procedura giudiziale, il tempo necessario dalla prima comparizione dinnanzi al presidente sarà di dodici mesi, a prescindere dalla presenza di figli minori;
  • Se il regime scelto dai coniugi quando contrassero matrimonio era quello di comunione dei beni, la stessa non si scioglierà più al passaggio in giudicato della sentenza di separazione, come previsto finora. La novella legislativa, infatti, è intervenuta sull’articolo 191 del codice civile stabilendo che, nel caso di separazione giudiziale, la comunione si scioglierà con l’autorizzazione conferita ai coniugi dal Presidente del Tribunale a vivere separati, mentre nel caso di separazione consensuale, alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinnanzi al presidente, purché lo stesso sia omologato. È richiesto altresì che l’ordinanza con cui i coniugi sono autorizzati a vivere separati sia trasmessa all’ufficiale dello Stato civile, perché proceda all’annotazione dello scioglimento della comunione sull’atto di matrimonio;
  • Quanto al regime transitorio, la legge 55/15 prevede espressamente la sua applicazione anche alle separazioni iniziate prima del ventisei maggio.

È stato invece stralciato dal testo definitivo il cosiddetto “divorzio lampo”, che avrebbe consentito, a determinate condizioni poste a tutela dei figli minori o non autosufficienti, di accedere al divorzio anche in assenza di un previo periodo di separazione.

Il testo licenziato dalle Camere ha l’indubbio pregio di avvicinare la legislazione italiana in materia a quelle degli altri Paesi europei di riferimento, salvaguardando al contempo lo spirito della riforma del diritto di famiglia del ’75, tesa a tutelare gli interessi dei membri potenzialmente più deboli della famiglia.

Avv.Federica D’Alessandro