PERCHE’ A LETTO SONO UNA FRANA?

Si parla di disturbi sessuali in maniera molto frequente, spesso, ma prima di definirli dentro limiti di natura psichica, è necessario escludere qualunque patologia medica che possa esservi correlata. Molte patologie mediche, infatti, possono essere legate ai disturbi sessuali a differenti livelli (come i tumori, alcune malattie endocrine, traumi cerebrali, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, malattie che causano dolore cronico o cause fisiologiche come carenze ormonali, assunzione di specifici farmaci) o, ovviamente, problemi di tipo ginecologico o andrologico.

Quando, invece, la natura di tali disturbi è psichica, questi sono caratterizzati da dinamiche psicologiche personali e relazionali che, inevitabilmente, interferiscono negativamente sulla sfera sessuale della persona. Il disturbo può insorgere in diversi momenti del naturale ciclo di risposta sessuale dell’individuo, manifestandosi in modo diverso a seconda della fase interessata, ed ogni fase diviene indispensabile per raggiungere la successiva.

La prima fase è la “Fase del Desiderio” caratterizzata da fantasie sull’attività sessuale e sul desiderio di praticarla. Può avere inizio attraverso stimolazioni fisiche (come i baci e le carezze) o con il semplice pensiero di approcciarsi al partner. Affinchè si possa accedere alla fase successiva, corpo e mente danno a questi gesti e pensieri un significato erotico, che attiva il desiderio dell’altro. Al contrario delle dipendenze sessuali, in questa fase uomo e donna possono sviluppare entrambi disturbi quali il desiderio ipoattivo o l’avversione sessuale, caratterizzati da scarso o assente desiderio sessuale o a volte persino disgusto per il sesso; assenza di fantasie sessuali; disagio o resistenza agli stimoli sessuali ed evitamento dei contatti fisici intimi, non tollerando baci e carezze. Spesso la persona può giustificarsi dichiarando mal di testa, o altri impegni, e spesso si addormenta prima del partner. Si cerca, dunque, di dedicare molto tempo ad altro pur di evitare l’intimità. All’idea di fare sesso la persona comincia a vivere stati d’ansia preoccupanti e, come si può immaginare, si generano notevoli disagi nella coppia, compromettendo la relazione amorosa. Alla persona, infatti, non va di fare l’amore anche se è stimolata, e non prende mai l’iniziativa, cercando di evitare in qualunque modo un contatto intimo col partner.

 desiderio sessuale(Photo: huffingtonpost.it)

La seconda è la “Fase dell’Eccitazione” (o “Fase del Plateau”) che riguarda le vere e proprie sensazioni di piacere ed il concomitante massimo grado di eccitamento fisico. È il momento fondamentale per l’atto in sé: quello in cui si verifica l’erezione del pene e la lubrificazione e dilatazione della vagina. Nell’uomo il disturbo più frequente della fase dell’eccitazione è il disturbo dell’erezione (impotenza), mentre nella donna è dato dalla mancanza di eccitazione.
Si definisce impotenza il disturbo maschile che si manifesta quando compare la fatica a raggiungere o a mantenere l’erezione non riuscendo, quindi, ad iniziare o a completare un rapporto sessuale. Molto spesso si presenta negli uomini che provano naturalmente desiderio sessuale e non è di solito presente nella masturbazione, presentandosi esclusivamente nei rapporti intimi: tale difficoltà causa nell’uomo un profondo disagio psicologico, soprattutto sul livello dell’autostima e della fiducia in se stessi,  e di conseguenza nel partner che può non sentirsi abbastanza attraente.

Si è tradizionalmente parlato di frigidità per indicare la mancanza di eccitazione sessuale in una donna, termine ormai obsoleto, connotato negativamente e molto vago. In realtà, il disturbo sessuale femminile in questa fase riguarda la mancata risposta all’eccitamento come succede naturalmente, poichè il corpo non si prepara all’atto sessuale: il sangue non affluisce agli organi riproduttivi, che non si dilatano e non si lubrificano, e questo causa difficoltà o forte dolore se la penetrazione avviene ugualmente, rendendo l’atto sessuale difficoltoso, doloroso o persino impossibile. Abbiamo a che fare con disturbi quali il vaginismo, contrazione muscolare involontaria delle pareti vaginali, o la dispareunia, che può colpire sia il sesso maschile che quello femminile ed caratterizzata da un coito sessuale doloroso. La donna, in seguito, potrebbe cercare di evitare i rapporti per non provare dolore o non sentirsi a disagio o frustrata, sentirsi sminuita nella sua femminilità, per cui le cause vanno spesso ricercate nel rapporto e nell’intesa con il proprio partner.

mancanza_di_eccitazione(Photo: juvenews.eu)

Le difficoltà in questa fase possono, sia nell’uomo che nella donna, causare un disturbo dell’orgasmo perché la mancata eccitazione fa sì che il piacere non arrivi. Inoltre, la prolungata assenza di eccitazione può essere provocata proprio da un problema di anorgasmia, poichè l’incapacità di raggiungere l’orgasmo a lungo andare fa diminuire l’eccitazione stessa. Per passare alla fase successiva, infatti, è fondamentale che la persona attraversi un momento eccitatorio appagante, sia a livello psicologico che fisico, e che sia soggettivamente equilibrato nella stimolazione psicofisica, secondo le proprie esigenze e quelle del proprio partner.

La “Fase dell’Orgasmo“, la terza fase del ciclo, è quella del raggiungimento del massimo godimento psicofisiologico. Il corpo dell’uomo e della donna sono percorsi da estremo piacere per terminare l’uno con l’eiaculazione e l’altra con contrazioni ritmiche vaginali e clitoridee. Nell’uomo, come nella donna, il disturbo più comune in questa fase è l’anorgasmia, mentre ad esclusiva appartenenza maschile ritroviamo l’eiaculazione precoce o ritardata.
Si parla anorgasmia quando non si riesce (o si riesce con molta difficoltà) a raggiungere il piacere sessuale con il partner, nonostante le fasi precedenti si siano svolte con naturalezza. Questo, causa un grande disagio nella vita sessuale e affettiva, nella sfera psicologica e dell’intimità. Può succedere, infatti, di sentirsi in colpa per l’insoddisfazione propria e del partner, l’autostima può abbassarsi e può generarsi uno stato d’ansia che si autoalimenta. Il disturbo riguarda sia i giovani che gli adulti, ma nei ragazzi è spesso temporaneo in quanto ancora non si è a proprio agio con il proprio corpo e non lo si conosce abbastanza. Si risolve, quindi, con lo sviluppo della vita sessuale, soprattutto se vissuta in armonia.

L’eiaculazione precoce consiste nell’avere un orgasmo alla minima stimolazione sessuale, non appena si tenta la penetrazione o ancora prima dell’atto in sé. Naturalmente, crea un profondo disagio, senso di inadeguatezza e frustrazione, ansia e imbarazzo, che non aiutano a migliorare la situazione. Molto frequente soprattutto nei giovanissimi, è comunque molto comune nell’uomo adulto specie se il partner è stato a lungo desiderato o immaginato, poiché legata all’ansia di prestazione. Tuttavia, per essere diagnosticato come disturbo, non deve essere contestuale. Di eiaculazione ritardata, invece, si parla di quando un uomo non riesce a raggiungere il piacere durante l’atto sessuale o lo raggiunge subito dopo o in modi diversi dalla penetrazione, provando grande frustrazione e difficoltà nel lasciarsi andare.

eiaculazione_precoce(Photo: mindfullness.it)

La quarta fase, “Fase della Risoluzione” è caratterizzata da una sensazione di benessere psicofisico generale, che può essere raggiunto solo se le fasi precedenti si sono svolte in modo appagante.

I Disturbi Sessuali sono problemi abbastanza frequenti, possono essere legati ad esperienze traumatiche di abuso, stupro o molestie sessuali, o ad alcuni disturbi di personalità (come il disturbo borderline) o far parte di disturbi più ampi (come l’anoressia nervosa), ma per lo più si presentano come messaggi relazionali che derivano da stati depressivi o dall’ansia e dalla paura di abbandonarsi all’altro e lasciarsi andare. Inoltre, spesso le credenze popolari, i miti, una rigida educazione sessuale, personali credenze ideologiche o religiose, impediscono alla persona di vivere in modo sano la sua vita sessuale. Sentirsi incompetenti, incapaci, inadeguati, odiando – per esempio – una parte del proprio corpo, può generare la sensazione di essere “difettosi”, impedendo una relazione amorosa o sessuale serena, piacevole ed appagante.sesso

(Photo: tuttotisane.it)

In Italia si stima siano circa 80 mila le coppie a rischio a causa di disturbi sessuali. Ormai il sesso non è più un tabù: se il Viagra non basta e il sesso non funziona, meglio rivolgersi ad uno psicologo che rischiare la rottura della relazione!

Dott.ssa Federica La Pietra