L’ALTRA FACCIA DELLA DEPRESSIONE: LA PERSONALITA’ MANIACALE

Quando pensiamo alla depressione, nella nostra mente si configura da subito l’immagine di una persona triste e cupa, che a stento porta avanti le sue relazioni interpersonali e svolge con fatica le sue mansioni quotidiane, senza riuscire più a provare alcun piacere nel vivere la vita.
La depressione, però, può assumere spesso forme ingannevoli rendendo ancora più complesso il suo immediato riconoscimento persino agli “addetti ai lavori”.
Chi soffre di un disturbo di personalità maniacale presenta una organizzazione di personalità essenzialmente depressiva, dove gli aspetti caratteristici della depressione sono però mascherati e neutralizzati dall’utilizzo massiccio di un meccanismo di difesa: il diniego.

A che serve il diniego?

Grazie al diniego vengono rifiutati ed evitati, in maniera prevalentemente inconsapevole, aspetti sgradevoli e dolorosi della realtà per mezzo di fantasie che cancellano o sostituiscono le verità non gradite. Il diniego si manifesta dunque con la tendenza ad ignorare o a svalutare e fare umorismo su condizioni di disagio, tristezza o di timore, per via dell’impossibilità sperimentata a fare i conti con una realtà angosciante e penosa. In poche parole, si sostituisce qualsiasi forma di distrazione alla sofferenza.

Le persone con personalità maniacale, proprio per via dell’uso incondizionato del diniego, si presentano agli antipodi rispetto a chi soffre di depressione: sono persone brillanti, piene di energia, con atteggiamenti di grandiosità (aspetto che può far sì che vengano confuse con personalità narcisistiche) e sono normalmente pervase da entusiasmo e stati di esaltazione o eccitazione, che appaiono tuttavia spropositati o poco giustificabili agli occhi di chi li circonda.
Sono persone molto socievoli e vivaci, in grado di trascinare chiunque nel loro “moto perpetuo”, così piene di idee e propositi e sempre dinamiche anche nel pensiero.
Risultano però esageratamente loquaci e ipercoinvolte, stancando o confondendo i loro interlocutori per la tendenza ad aprire mille parentesi di pensiero, a volte prive di logica consequenzialità; si innervosiscono facilmente e pensano che anche il dormire sia una perdita di tempo rispetto a quello che potrebbero fare (dormono in media 3-4 ore a notte affermando di sentirsi assolutamente riposati).

diniego(Photo:toutlecine.com)

Una vita in continuo movimento ed un motto: “se mi rilasso, collasso!”

Le persone con personalità maniacale spesso sono consapevoli del proprio bisogno di continuare a muoversi, ma pur desiderando di tanto in tanto la tranquillità, avvertono la stasi come una minaccia alla loro integrità interiore, vivendo con angoscia i momenti di riposo e silenzio, nel timore di dovere entrare in contatto con il loro dolore.
Proprio per via della tendenza all’iperattività, mentale e fisica, difficilmente riescono a mantenere costanti i loro livelli di attenzione o a portare a termine dei progetti, risultando soggetti facilmente distraibili e avvezzi alla fuga, che utilizzano come una difesa quando sentono la minaccia di una perdita o di un abbandono, anche ipotetici.
Risultano persone poco capaci di coinvolgimento empatico, incapaci di amare, prive di approccio sistematico nello stile cognitivo. I loro affetti negativi si manifestano esclusivamente in forma di rabbia e aggressività verso gli altri, con episodi improvvisi e incontrollabili, a seguito dei quali vivono forti sensi di colpa. Nonostante l’umore appaia alto, la loro impossibilità a fermarsi suggerisce un enorme carico d’angoscia. Anche nel piacere emotivo, lasciano trasparire insicurezza ed esitazione. Per loro uno stato d’animo di tranquilla serenità è una condizione sconosciuta e irraggiungibile.

maniaco-depressiva(Photo: davidlavie.es)

Talvolta, possono avere comportamenti che sembrano antisociali, come ad esempio il furto, e negli stati più gravi possono utilizzare in situazioni emotivamente stressanti difese e controllo onnipotente sentendosi invincibili, grandiosi, invulnerabili, immortali e lasciando ipotizzare che possa esserci un labile senso di realtà. Possono inoltre intraprendere azioni con un alto potenziale di conseguenze dannose: per esempio spendere molto, abusare di droghe e/o alcol, abbuffarsi di cibo, avere comportamenti sessuali sconvenienti o promiscui, fare investimenti avventati in affari, sottovalutando o ignorando i rischi potenziali di ogni comportamento.

Come nelle personalità depressive, la loro infanzia è spesso costellata da ripetute e traumatiche separazioni, senza che da bambini abbiano avuto modo di rielaborarle emotivamente; e da figure genitoriali poco accudenti o eccessivamente critiche e violente, a livello fisico e/o emotivo.
Però, a differenza delle persone con personalità depressiva che tendono spesso ad addossarsi tutta la negatività, svalutando se stesse e idealizzando gli altri, i soggetti maniacali spostano all’esterno le emozioni negative, sminuendo e aggredendo chi li circonda, in particolar modo i loro partner.
Sono, nella maggior parte dei casi, affascinanti oratori e non perdono occasione per trasformare discorsi seri in momenti di ilarità al fine di ridicolizzare e gestire le situazioni. Per tale motivo risulta estremamente complicato avvicinarli emotivamente.

Proprio per via della loro debole autostima, desiderano accattivarsi le simpatie gli altri entrando velocemente in relazione per poi perdere interesse con molta facilità. Se subiscono un distacco o una perdita troppo dolorosa da gestire tramite il diniego, le persone con personalità maniacale possono ricorrere a tentativi di suicidio o mettere in atto altri comportamenti autolesivi anche gravi.
Sono persone attraenti, intuitive e seducenti, ma tendono a confondere e sfiancare proprio a causa dei loro innumerevoli voli pindarici, della loro agitazione e della scarsa partecipazione empatica con cui raccontano di sé e di quanto li circonda.

Il rischio è così, per chi li circonda, quello di sottovalutare il forte grado di sofferenza vissuto e la penosa disorganizzazione nascosti dietro l’apparente carattere allegro e brillante.

Dott.ssa Liliana La Placa