INCIDENTE AEREO E RISARCIMENTO: COME FUNZIONA?

A seguito della recente tragedia che ha coinvolto l’aereo della compagnia aerea Germanwings, schiantatosi sulle Alpi francesi, parrebbe per la proditoria decisione del copilota, torna di sinistra attualità una sentenza resa pochi mesi addietro dal Tribunale di Roma in tema di danno da vacanza rovinata.

La questione verteva sulla richiesta di risarcimento del danno, patrimoniale e no, avanzata dai familiari delle vittime di un sinistro aereo occorso durante il loro viaggio di nozze, organizzato dall’agenzia di viaggi convenuta.

Incidente-aereo-2(Photo: today.it)

Il Tribunale ha innanzitutto analizzato la figura negoziale della vendita del pacchetto turistico, sub specie di appalto di servizi, la cui disciplina è dettata dal Codice del Consumo e recepita dal Codice del Turismo, approvato con d. lgs. 79/2011, secondo cui l’organizzatore risponde del mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, e del conseguente risarcimento del danno, salvo che provi che l’impossibilità della prestazione derivi da causa a lui non imputabile, trattandosi di colpa del consumatore, di fatto del terzo ovvero di caso fortuito o forza maggiore.

Quanto alla ripartizione dell’onere della prova, il Tribunale, nella sentenza in parola, si è uniformata al principio espresso dalle Sezioni Unite nella nota sentenza n. 13533/2001, secondo cui il creditore che agisce per il risarcimento del danno deve soltanto provare la fonte del suo diritto, allegando la circostanza dell’inadempimento della controparte: sarà il debitore a dover provare il fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento.

INCIDENTE AEREO USTICA(Photo: wikipedia)

Nel caso esaminato, il Tribunale ha rilevato che “il volo aereo rientrava tra le prestazioni promesse all’interno del pacchetto turistico” e chel’operatore convenuto, nel costituirsi in giudizio, non aveva specificamente eccepito l’imprevedibilità e inevitabilità del fatto del terzo (il vettore aereo), né tanto meno l’esistenza del fortuito o della forza maggiore ma, al contrario, aveva riconosciuto la natura oggettiva della responsabilità invocata da controparte, riservandosi la facoltà di agire in manleva nei confronti del prestatore del servizio”.

Sulla scorta di tali considerazioni, il Tribunale ha ritenuto ascrivibile alla responsabilità della società turistica l’incidente aereo costato la vita ai due sposi.

Di conseguenza, gli attori si sono visti riconoscere il ristoro del danno morale, quale turbamento psichico soggettivo e transeunte identificato con la sofferenza provocata dall’evento dannoso, derivato dalla perdita dei coniugi”, da liquidarsi in via equitativa.

Quanto al danno biologico, è stato ritenuto provato soltanto  quello iure proprio, essendo derivata “con nesso di causalità immediata e diretta”, una compromissione psichica negli attori conseguente alla perdita dei congiunti.

aereo(Photo: blogspot.com)

Alcun importo è stato liquidato in ragione del cd. “danno tanatologico”, che avrebbe comportato il riconoscimento di un danno iure hereditario, dal momento che non è stato possibile ricostruire la dinamica esatta dell’incidente aereo e, conseguentemente, appurare se tra l’ammaraggio del velivolo e il decesso delle vittime fosse trascorso un lasso di tempo sufficiente a che le stesse soffrissero “la menomazione della propria capacità fisio-psichica”.

Infine, il Tribunale ha avuto modo di rilevare che la legge applicabile alla liquidazione dei danni, qualora il pacchetto sia stato venduto in Italia, è quella italiana, unitamente alle convenzioni internazionali che disciplinano la materia e di cui sono parte l’Italia e l’Unione europea.

Da ciò deriva che gli unici limiti risarcitori possono discendere da quanto previsto nelle convenzioni internazionali in materia di trasporto aereo e, in particolare, nella convenzione di Montreal del 28 maggio 1999.

Avv. Federica D’Alessandro