DEPRESSIONE: QUANDO LA VITA PERDE I SUOI COLORI

Negli ultimi giorni, a seguito della tragedia relativa al volo Germanwings precipitato in circostanze ancora non del tutto chiare, si è spesso parlato (o forse straparlato) di depressione. Si è infatti ipotizzato che Andreas Lubitz, il pilota che secondo le ricostruzioni sarebbe responsabile dello schianto dell’airbus, soffrisse di sindrome depressiva.

Giustificare quanto accaduto associando le persone che soffrono di depressione e coloro che commettono gravi atti criminali, ha fatto insorgere diversi professionisti del settore della salute mentale che hanno rimarcato come etichettare con il nome di depressione problemi sociali di qualsiasi tipo, non faccia altro che accrescere il rischio di fraintendere cosa davvero sia questa patologia e quali siano le sue caratteristiche, contribuendo a stigmatizzare e isolare ancora di più chi ne soffre.

Molti sono più o meno in grado di descrivere o immaginare quali possano essere le manifestazioni tipiche di una depressione clinica, ma non tutti sarebbero in grado di distinguere le forme meno eclatanti con cui si può esprimere questa patologia ed è per tale motivo che spesso si rischia di fare confusione, attribuendo con superficialità significati o etichette fuorvianti a comportamenti per cui non si riesce a trovare una valida spiegazione.

Fu Freud il primo a paragonare e distinguere i normali sentimenti di tristezza sperimentati quando si vive un lutto, un disagio o un fallimento, dalle condizioni depressive. Nel primo caso è il mondo esterno ad apparire all’individuo come impoverito per la perdita di qualcosa o qualcuno (ad esempio una persona cara), nel secondo è il depresso a percepire se stesso, il proprio Sé , come impoverito o “difettoso”.

 depressione(Photo: aforismi.meglio.it)

Cosa significa essere depressi?

Tutti sperimentiamo momenti in cui siamo giù di morale, scontenti, più nervosi o irritabili del solito e ci sentiamo “un po’ depressi”. Con buona probabilità non si tratta di un disturbo depressivo, ma semplicemente di un calo d’umore transitorio.

La depressione clinica, invece, presenta molti altri sintomi e si protrae a lungo nel tempo. Chi ne soffre ha un umore depresso per tutta la giornata e per diversi giorni di seguito e non è in grado di provare interesse o piacere nelle attività che prima lo divertivano e lo facevano stare bene (anedonia). Si sente sempre triste o nervoso, si sente affaticato, è pervaso da pensieri negativi, e spesso sente la vita come deprimente e priva di senso. Si sente senza speranza, senza possibilità né risorse, in balìa della vita e degli eventi. Prova quindi un vero e proprio dolore di vivere.

bigstock_sad_man_324562_1-1(Photo: neyven.files.wordpress.com)

Il depresso non ha energie per svolgere qualsiasi mansione o attività, anche la più semplice, sia fisica che mentale. Del resto nulla sembra più interessargli o essere in grado di procurargli gioia. Avverte la sua vita come un costante fallimento, un avvicendarsi di perdite e abbandoni di cui spesso si sente l’unico responsabile. Oppure crede che la colpa sia degli altri, del destino infelice, della sfortuna e si sente arrabbiato con tutto e tutti, arrivando progressivamente a farsi il vuoto intorno. L’isolamento è voluto e penoso, ma per il depresso appare inevitabile. Si sente costantemente in colpa e pensa di meritare la sofferenza che vive.

Oltre a questi sintomi, chi soffre di depressione può avere difficoltà a concentrarsi, a prendere decisioni e a mantenere l’attenzione nelle attività che svolge; oppure soffrire di un aumento o una diminuzione significativi dell’appetito con relativo aumento o calo del peso corporeo senza essere a dieta; può presentare rallentamento o agitazione motoria e disturbi del sonno (insonnia o sonnolenza).

Il sintomo soggettivo prevalente è però la sensazione di essere inutile, sbagliato. Le persone depresse sperimentano, infatti, affetti e sentimenti negativi e di rabbia che però rivolgono quasi esclusivamente verso di sé, essendo invece eccessivamente comprensive e generose verso chi li circonda e giustificando sempre le mancanze e gli errori altrui. Spesso hanno pensieri di morte o di suicidio, che possono andare da un vago desiderio di morire fino all’intenzione di farla finita con una vera e propria progettazione e tentativi di suicidio.

depressione 2(Photo: premioceleste.it)

La maggior parte dei soggetti depressi non arriva però a pensare al suicidio o non presenta sintomi particolarmente gravi, ma lamenta disagi che spesso non vengono neanche associati facilmente alla depressione stessa: stanchezza cronica, malesseri fisici, apatia, spossatezza, anedonia.

Il disturbo depressivo può presentarsi ad ogni età, con un’età media di esordio intorno ai 25 anni ed una maggiore frequenza nella fascia d’età tra i 25 ed i 45 anni. Alcune persone vivono singoli episodi di depressione, seguiti da parecchi anni in assenza di sintomi rilevanti, mentre altre possono presentare diverse ricadute nel corso della vita con una intensità e frequenza maggiori con l’avanzare dell’età. Tra le possibili cause della depressione troviamo fattori di tipo psicosociale, ma anche di tipo biologico e genetico (ad esempio la presenza in famiglia di altre persone che ne soffrono). Gli episodi del disturbo depressivo spesso seguono un grave evento psicologico o sociale stressante, come la morte di una persona cara, il divorzio, un cambiamento di residenza, ma possono presentarsi anche a seguito di eventi positivi (ad esempio la nascita di un figlio) o in assenza di uno specifico fatto scatenante.

La depressione può comparire, inoltre, in contemporanea o in relazione ad altri disturbi, psicologici o fisici, per esempio ansia, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare, dipendenza da sostanze o malattie croniche o invalidanti, oppure può  essere correlata a disturbi di personalità come il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo narcisistico o il disturbo borderline di personalità  e questo può contribuire a rallentarne o a renderne difficile la diagnosi.

Il disturbo depressivo può portare, se non adeguatamente trattato tramite un percorso di psicoterapia associato, nei casi più gravi anche a cura farmacologica, a pesanti compromissioni nella vita di chi ne soffre, proprio a causa delle difficoltà che la persona sperimenta nello svolgere le proprie attività quotidiane come il lavoro o lo studio, o ad iniziare e portare avanti relazioni sociali e affettive significative.

Dott.ssa Liliana La Placa