LE PERSONALITA’ ANSIOSE

L’ultimo dei raggruppamenti, il cluster C, annovera al suo interno tre disturbi di personalità le cui caratteristiche sembrano avere come minimo comune denominatore l’ansia: la personalità ossessivo-compulsiva, la personalità dipendente e la personalità evitante.
Le persone che presentano tali caratteristiche di personalità sono infatti tormentate da preoccupazioni e paure al punto da apparire, agli occhi di familiari, amici e colleghi, costantemente tesi o angosciati.

La personalità ossessivo-compulsiva: è tutto sotto controllo!

Le persone con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità soffrono di un alto grado di dubbio e incertezza riguardo se stesse. Possono rimuginare all’infinito su piccole decisioni, perdendosi nei dettagli per l’angoscia di sbagliare o pentirsi della loro scelta, ed esasperando, di conseguenza, chi le circonda.
Sono individui affidabili, ordinati e metodici, tuttavia la loro inflessibilità li rende incapaci di adattarsi ai cambiamenti, mandandoli in tilt tutte le volte in cui si trovano di fronte ad un imprevisto. Prendono seriamente qualsiasi responsabilità, ma poiché non sono in grado sopportare errori o imperfezioni, spesso hanno difficoltà a portare a termine i loro incarichi.
Le persone con un disturbo ossessivo-compulsivo sono possiedono spesso capacità elevate, soprattutto nelle scienze e in altri campi intellettualmente impegnativi che richiedono ordine e attenzione ai dettagli, risultando spesso dei veri “maniaci del lavoro”. Appaiono estremamente razionali e logiche in ogni frangente, attente al minimo dettaglio, puntuali e fanatiche dell’ordine, al punto da risultare rigide, noiose, ipercritiche, severe e poco spontanee.

disturbo-ossessivo-compulsivo(Photo: psicologi-italia.it)

Probabilmente la loro esperienza da bambini è stata quella di non essersi sentiti sufficientemente valorizzati o amati dalle figure di riferimento, al punto da vivere anche da adulti nella convinzione di non essersi sforzati a sufficienza o di non fare abbastanza per meritarsi l’amore e la stima di chi li circonda. Chi soffre di tale disturbo è, pertanto caratterizzato dalla ricerca costante della perfezione finalizzata, però, al poter raggiungere l’approvazione e la considerazione che sentono essergli mancate. Triste ironia di questa ricerca affannosa di perfezione è data dal fatto che raramente riescono ad essere soddisfatti dai risultati ottenuti, non arrivando a provare quasi mai un autentico piacere per i successi e per i traguardi raggiunti.

Gli ossessivo-compulsivi, inoltre, difficilmente sono capaci di esprimere sentimenti di rabbia e di dipendenza verso gli altri, aspetto che trovano talmente inaccettabile da affannarsi costantemente a dimostrare a chi li circonda la loro indipendenza e il loro “irremovibile individualismo”, risultando in una certa misura quasi anaffettivi (privi di sentimenti). Allo stesso modo, si sforzano di mantenere un totale controllo su ogni forma di rabbia, fino ad apparire quasi remissivi, al fine di evitare di trasmettere agli altri anche il minimo sentimento di irritazione, per timore di poterli “distruggere” o allontanare a causa dell’aggressività repressa.

disturbo_ossessivo-compulsivo(Photo: staibene.it)

Anche le relazioni intime pongono un problema significativo per chi ha una personalità ossessivo-compulsiva: i sentimenti e le emozioni connesse alle relazioni di intimità sono infatti minacciosi proprio perché contengono la potenzialità di far “perdere il controllo”, uno dei timori fondamentali che attanagliano le persone ossessivo-compulsive.
Chi gli è vicino si ritrova così a lamentarsi di continuo per l’eccessivo controllo che gli ossessivo-compulsivi tendono a mettere in atto in ogni ambito della loro vita: dal lavoro fino alla gestione delle faccende domestiche.

 La personalità evitante: vivere in un doloroso isolamento

Le persone con un disturbo di personalità evitante, pur desiderando delle strette relazioni interpersonali, sono esageratamente sensibili al rifiuto e vivono in maniera fobica i rapporti e le occasioni sociali già in partenza, poiché spaventate dalla possibilità di un fallimento o di una risposta negativa. Hanno però un forte desiderio di attaccamento e accettazione, ma sfuggono ogni possibile occasione di incontro con gli altri per paura di vivere dolorose delusioni, umiliazioni o per timore di essere criticati.

personalità_evitante(Photo: skppsc.ch)

Sono solitamente persone molto timide e riservate, spesso afflitte da un sentimento di inadeguatezza e vergogna verso di sé. L’evitamento e la fuga dalle relazioni servono così a proteggerli da queste emozioni negative e dall’ansia connessa all’imbarazzo, al rifiuto o ad un possibile fallimento.
A differenza di chi soffre di un disturbo schizoide, però, si affliggono per tale condizione e provano disagio a causa del loro isolamento e dell’incapacità nel relazionarsi con gli altri. Si differenziano anche dagli individui con personalità borderline, poiché non rispondono al rifiuto mostrando aggressività e rabbia, piuttosto si tirano indietro e appaiono inibiti e riservati.

La personalità dipendente: prenditi cura di me!

Ognuno di noi presenta, in una certa misura, degli aspetti di dipendenza. Tutti abbiamo, infatti, bisogno di sentire approvazione, empatia e stima da parte degli altri, per potere sostenere adeguatamente la nostra autostima. Tuttavia, le persone con una personalità dipendente hanno un bisogno talmente estremo di essere accettate ed accudite (che esprimono attraverso comportamenti adesivi, concilianti e sottomessi), da risultare patologico, come nella dipendenza affettiva nelle relazioni intime.
Sono persone eccessivamente insicure e sfiduciate rispetto alle loro capacità personali e pur essendo motivate, raramente portano a termine in maniera autonoma compiti e responsabilità. Proprio a causa della loro insicurezza, richiedono continue conferme, attenzioni, rassicurazioni e consigli a chi le circonda, per paura di non essere in grado di giudicare e gestire in maniera adeguata le situazioni. Mancano, inoltre, di fiducia in se stesse e sono incerte sulle loro capacità di prendersi cura di sé: dicono spesso di non sapere cosa fare e come farlo. Questo comportamento è dovuto in parte ad una certa ritrosia ad esprimere la propria opinione per paura di offendere le persone di cui hanno bisogno e in parte al ritenere gli altri sempre più validi o capaci di loro.

Dipendenza-affettiva(Photo: wdonna.it)

È possibile che chi ne soffre sia stato, da bambino, inibito o bloccato nei suoi tentativi di rendersi autonomo da genitori particolarmente ansiosi e spaventati nei confronti di eventuali pericoli esterni, oppure con atteggiamenti di disapprovazione o colpevolizzanti nei confronti dell’autonomia e inconsapevolmente compiaciuti per i comportamenti dipendenti del figlio, al punto da rinforzarne la comparsa.
A soffrirne sono spesso adulti con fobie o attacchi di panico e individui che presentano malattie organiche croniche o handicap fisici.

Dott.ssa Liliana La Placa