LE PERSONALITA’ “DRAMMATICHE” E “IMPREVEDIBILI”: narcisistico e antisociale

I disturbi di personalità formalmente classificati nel secondo raggruppamento, conosciuto anche come cluster B, sono caratterizzati dalla presenza di atteggiamenti e comportamenti specifici che fanno sì che chi rientra in questa categoria appaia agli altri come una persona teatrale, eccessivamente emotiva, esplosiva o imprevedibile.
Tra questi, ritroviamo le personalità narcisistiche, antisociali, borderline e istrioniche.

personalità_narcisistica(Photo:manfredinilorenzo.com)

Personalità narcisistica: specchio delle mie brame, chi è il migliore del reame?
Tutti noi siamo in una certa misura sensibili riguardo la nostra identità e il nostro valore personale, rispondendo in maniera positiva all’approvazione di chi ci circonda e sentendoci a volte feriti nell’orgoglio, se disapprovati. In altri termini, possiamo dire che una certa dose di amor proprio non è solamente normale, ma risulta inoltre funzionale alla persona per mantenere una sana autostima.
Tuttavia, in alcuni individui la costante ricerca di apprezzamenti come sostegni dell’autostima o “rifornimenti narcisistici”, offusca talmente ogni altra questione da fare apparire il soggetto eccessivamente concentrato su se stesso, trasformando quello che potremmo definire come narcisismo “sano” in una forma patologica di attenzione esclusiva verso di sé.

La differenza tra livelli sani di narcisismo e livelli patologici è molto difficile da cogliere e, a complicare ulteriormente le cose, c’è il fatto che viviamo immersi in una cultura narcisistica: siamo spesso devoti a mezzi di comunicazione di massa o social network che prosperano su immagini superficiali a discapito di contenuti e profondità; talvolta confondiamo i beni materiali e il loro consumo con la felicità oppure siamo ossessionati dalla paura di invecchiare o dall’avere e mantenere una forma fisica perfetta. Nel mondo aziendale “produrre” è diventato più importante di qualità come la lealtà, l’empatia o l’integrità morale. Tutto ciò può rendere quindi problematico determinare quali tratti indichino un disturbo di personalità e quali possano invece essere considerati come semplici adattamenti culturali, rendendo astruso il distinguo tra una buona stima di sé e una stima di sé artificialmente gonfiata.
Le persone con una personalità narcisistica, sono estremamente preoccupate di come appaiono e organizzano la loro identità intorno al mantenimento della propria autostima tramite le conferme provenienti dall’esterno. Risultano quindi costantemente bisognose di ammirazione e tendono a rimandare un’immagine di superiorità e “grandiosità”. Hanno una convinzione esagerata del loro valore e tendono di contro a svalutare chi li circonda, sono inoltre estremamente sensibili al fallimento, alla sconfitta o alle critiche, al punto da diventare rabbiosi o sentirsi depressi quando non ottengono le attenzioni o il risultato sperato.
Poiché sono convinti di essere superiori agli altri, nei rapporti interpersonali si aspettano costantemente di essere venerati e spesso hanno il sospetto o la convinzione che gli altri li invidino. Mancano di empatia e credono di avere il diritto di soddisfare i propri bisogni senza aspettare, sfruttando chiunque li circondi, e valutando i bisogni e le convinzioni altrui come meno importanti.

Una tragedia che affligge queste persone è proprio la loro incapacità di amare. Delle sane relazioni interpersonali possono essere riconosciute in base a certe qualità come l’empatia e la preoccupazione per i sentimenti dell’altro, un genuino interesse per le loro idee, la capacità di tollerare l’ambivalenza nelle relazioni di lunga durata senza pervenire ad una rinuncia, e la capacità di riconoscere il proprio contributo nei conflitti interpersonali.
Un narcisista, uomo o donna che sia, non è in grado di relazionarsi all’altro, di collocarsi nel sistema coppia e di mostrare affettività, si accosta agli altri come fossero oggetti da usare e abbandonare secondo le proprie necessità narcisistiche, mostrandosi di fatto incurante dei loro sentimenti. Se deve raggiungere un obiettivo è pronto a farlo utilizzando la manipolazione o passando sulle teste degli altri senza crearsi scrupoli: il suo motto è “il fine giustifica i mezzi”.
Il suo comportamento risulta così offensivo per gli altri, tanto da essere visto  come arrogante, egoista e pieno di sé.

personalità_antisociale(Photo: wikipedia.org)

La personalità antisociale: delinquere è il mio mestiere
Lo stile di vita di una persona con un disturbo antisociale (precedentemente conosciuto come personalità psicopatica o sociopatica), è caratterizzato dal disprezzo, dall’intolleranza delle regole e dalla costante violazione dei diritti altrui.
Già prima dei quindici anni, gli individui che sviluppano una personalità antisociale presentano comportamenti caratterizzati da difficoltà ad uniformarsi alle norme sociali ed a comportarsi in modo legale, sono inclini alla menzogna e a compiere truffe a danno di altri, da cui traggono profitto o piacere senza mai provare rimorso (sono frequenti, ad esempio, i maltrattamenti ai danni di animali o i piccoli furti già in giovane età).
Sono individui impulsivi ed aggressivi, che spesso si ritrovano coinvolti in scontri fisici, attività violente e che mostrano estrema noncuranza verso la propria incolumità e quella altrui. Normalmente non prevengono le conseguenze negative dei loro comportamenti antisociali e, nonostante i problemi o i danni che arrecano agli altri, non sentono pentimento né colpa, addossando piuttosto la responsabilità di quanto accaduto a chi li circonda.

Chi è affetto da disturbo antisociale di personalità appare, inoltre, irresponsabile e incapace di portare a termine gli studi o una attività lavorativa in modo continuato.
La disonestà, l’inganno, l’assenza totale di empatia e affettività caratterizzano le loro relazioni interpersonali: si limitano a sfruttare gli altri per guadagno materiale o gratificazione personale (a differenza delle personalità narcisistiche, che sfruttano gli altri pensando che la loro superiorità giustifichi qualsiasi sfruttamento).
Tipicamente, le persone con una personalità antisociale agiscono i propri conflitti in modo istintivo e irresponsabile, diventando spesso ostili o violente a causa della bassa tolleranza della frustrazione. Sono inclini all’alcolismo, alla tossicodipendenza, alle devianze sessuali, alla promiscuità, e spesso finiscono per essere arrestate a causa delle azioni illegali commesse.
Normalmente il disturbo antisociale si riscontra con maggiore facilità in soggetti di sesso maschile, ma non è escluso che possa presentarsi anche in alcune donne.
Spesso chi sviluppa una personalità di questo tipo è stato un bambino trascurato emotivamente e fisicamente maltrattato o abusato. Proprio per tale motivo finisce, con molta probabilità, per legarsi e relazionarsi agli altri rendendoli vittime delle sue violenze, allo stesso modo in cui le sue figure di riferimento si sono relazionate a lui.

Dott.ssa Liliana La Placa