I GRASSI FANNO BENE..MA NON TUTTI!

Ci eravamo lasciati discutendo dell’importanza dei grassi nella dieta e del fatto queste sostanze fossero vitali per la salute dell’organismo. Chiaramente non tutti i lipidi sono adeguati ad apportare benefici, e ve ne sono diversi che risultano invece nocivi per il corpo.
Faremo, quindi, una breve panoramica dei grassi, cosiddetti “buoni”. Sostanze che mai dovrebbero mancare da una dieta equilibrata, nemmeno quando si è in sovrappeso!

La differenza principale a livello chimico si ha tra grassi saturi e polinsaturi:

  • I grassi saturi sono di derivazione prevalentemente animale (carni rosse, burro, latticini) e pur avendo le stesse calorie di ogni altro tipo di grasso ( 9 cal/g, più del doppio di proteine e zuccheri), una volta immessi nel sangue contribuiscono ad innalzare i livelli di colesterolo, quello nocivo chiamato LDL.
  • i grassi insaturi (principalmente derivanti dagli alimenti di tipo vegetale), al contrario, sono molto utili nella conservazione e cottura degli alimenti (monoinsaturi, contenuti soprattutto nell’olio extravergine d’oliva), e comprendono anche una categoria di molecole delle quali alcune essenziali (polinsaturi, contenuti soprattutto negli oli da condimento, nella frutta secca e nel pesce azzurro).
    Stiamo parlando dei rinomati Omega3 ed Omega6.
grassi-buoni(Photo: esseresostenibili.it)

La famiglia dei grassi insaturi, ed in particolare dei polinsaturi è riconosciuta come una categoria di molecole che apporta molteplici benefici all’organismo.
Chiaramente, essendo il grasso un nutriente fortemente calorico, è da inserire nella dieta quotidiana con moderazione, ed anche i grassi “buoni” non fanno eccezione. Se vogliamo evitare la predisposizione all’obesità, l’accumulo di antiestetici pannelli adiposi sul corpo, i grassi non dovrebbero mai superare il 20% delle calorie che quotidianamente ingeriamo. A parte alcuni casi di aumentato fabbisogno o diete particolari, come la dieta Metabolica, che incentra una grossa quota delle calorie sui grassi da mangiare a tavola, piuttosto che sui carboidrati.
La fetta preponderante di questo 20% dovrebbe essere costituita dai grassi polinsaturi.
Un nutrizionista preparato non dovrebbe mai stilare piani alimentari senza grassi, o con quantità prossime allo zero di lipidi! Anche nei casi di grave obesità, eliminare del tutto i grassi può comportare problematiche di salute da non sottovalutare.
Se non bastasse, eliminare i grassi non equivale quasi mai a dimagrimenti concreti e duraturi.

grassi-buoni-grassi-cattivi(Photo: intelligonews.it)

Ci sono ormai innumerevoli studi svolti da prestigiose università a livello internazionale e centri di ricerca di eccellenza che legano solo parzialmente l’aumento di obesità nel mondo occidentale con la quantità di grassi nella dieta.
Per essere più precisi, l’obesità è legata alla tipologia di grassi ingeriti e sempre più spesso al modo ed alla quantità in cui mangiamo carboidrati.

Pertanto olio di oliva, frutta secca, altri oli vegetali, alcuni tipi di frutta e tanto buon pesce azzurro, non dovrebbero mai mancare da una tavola sana, mai! A meno di specifiche problematiche relate ai suddetti alimenti, allergie, intolleranze gravi o altro.

Una curiosità: diversi degli oli vegetali che contengono i grassi insaturi, “buoni”, per una questione di forma chimica della molecola, sono controindicati per la fritture, deliziose per il palato, ma spesso nemiche della salute e della linea, se non gustate saltuariamente.

I benefici di alcuni tipi di grasso, come i sopracitati Omega3 e Omega6, sono riscontrabili per molti di noi, anche non specialisti della nutrizione, semplicemente considerando il fatto che spesso i problemi di colesterolo ematico mediamente alto, o squilibrato in favore del nocivo colesterolo LDL, vengano affrontati in un primo momento con l’assunzione di compresse di olio di fegato di merluzzo, o con l’olio di pesce stesso. Pratica, quest’ ultima, usata maggiormente alcuni decenni fa, e che oggi è stata in parte soppiantata dall’utilizzo appunto di “perle” di olio di pesce purificato, equiparabili a pillole comuni. Sistema questo che certamente lascia un sapore meno sgradevole in bocca.

Non tutti i grassi saturi sono allora nocivi, così come non tutti i grassi di derivazione vegetale o dal pesce sono liberamente ingeribili senza porre attenzione alla quantità!
Ad esempio, uno dei grassi di più recente oggetto di studio, chiamato CLA (acido linoleico coniugato), presente nel latte e nella carne ottenuti dai ruminanti, pare abbia proprietà anti tumorali blande ed anti ossidanti molto spiccate.

Ancora una volta, come spesso abbiamo visto, conta la qualità di quello che mettiamo in tavola, e la quantità di ciò che mangiamo, unite alla diffusione di informazioni per poter scegliere consapevolmente e/o con l’ausilio di un professionista della nutrizione umana.

Dott. Alessandro Romano