IL PIACERE “TOSSICO”: LE DIPENDENZE

Com’è possibile che la gente fumi anche se fa male?
Come fa una persona a spendere tutto il suo stipendio comprando gratta-e-vinci?
Perchè è difficile smettere ed eliminare quello che banalmente si definisce un vizio?

In questi casi, ed in molti altri ancora, ci imbattiamo nelle cosiddette Dipendenze Patologiche.
Per dipendenza si intende un disturbo caratterizzato dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto o di un comportamento, che da abitudine diventano condizione incontrollabile e irrefrenabile. Succede, quindi, che una persona che diventa dipendente ha come solo scopo la ricerca del piacere attraverso mezzi e sostanze utilizzati in maniera compulsiva e patologica.

Il piacere che deriva sembra essere una sorta di trance autoindotta, un rifugio che la persona si crea come realtà parallela diversa dalla vita quotidiana. Il comportamento di un dipendente, infatti, non ha uno scopo autolesionistico (cioè infliggersi del male da soli) – anche se è questo il risultato – ma in realtà sembra essere un modo, una strategia che l’individuo trova per affrontare le difficoltà giornaliere. La noia, la depressione, l’ansia, il dolore…svaniscono.

“..solo quando bevevo tanto potevo mettermi a letto. Prima di sentire l’alcol nel mio corpo, in me c’erano solo guai, pensieri brutti e tristi. Fino a quando non importava che fosse stata davvero una brutta giornata o chissà cosa..non mi addormentavo se non mi facevo almeno una bottiglia intera.”

dipendenza_alcol(Photo: lagazzettapalermitana.it)

Tuttavia, questi tentativi sono spesso fallimentari, poiché il sollievo che offrono tende a svanire in tempi molto brevi.

Sebbene si distinguano le dipendenze fisiche, che alterano lo stato biologico corporeo, dalle dipendenze psichiche, che alterano invece mente e comportamento, tutte quante hanno alla base tali assunti ed è comune che questi due aspetti siano strettamente collegati.
Si può, infatti, dipendere dal cibo, da sostanze, dal gioco, da internet, dalla televisione, dal sesso..si può dipendere persino da un’altra persona.

La dipendenza fisica, provocata da sostante stupefacenti (farmaci, alcol, tabacco, droghe), crea modificazioni neurochimiche che si traducono in condizioni ben conosciute, come la sindrome d’astinenza, l’assuefazione o la tolleranza (ovvero il bisogno di assumere dosi sempre maggiori per percepirne gli effetti). Le dipendenze psichiche si instaurano proprio per il meccanismo di piacere che si sperimenta nel mettere in atto il comportamento, nell’utilizzo dell’oggetto o nell’assunzione della sostanza stessa. Il piacere, però, diviene “tossico” perchè innescato immediatamente, con relativa facilità, ma ha un effetto temporaneo..e, quindi, si instaura un circolo vizioso e la persona è portata a ricercarlo ancora.
Ancora.
Ancora.
E ancora.
I tentativi, però, saranno illusori.
Deludenti.

dipendenza_droga(Photo: cedostar.it)

…come faccio a capire che è diventato un problema?
Arriva un momento in cui il piacere che si prova – nel comportamento/uso dell’oggetto/sostanza – non è più sufficiente a nascondere le difficoltà della vita quotidiana. Si arriva a perdere tanti soldi, si comprano cose che nemmeno piacciono, si perde il controllo e la vita risente del tempo perso a cercare, assumere la sostanza o a riprendersi dai suoi effetti, quando l’oggetto del mio desiderio diventa protagonista della mia esistenza, quando tutto è subordinato ad esso, quando il mio corpo è a rischio.

..e allora cosa si può fare?
Esistono così tante forme di dipendenza, e tutte così diverse nelle loro manifestazioni visibili, che non si può pensare una risposta unica che valga per ognuna. Sarebbe banale e rischierebbe di semplificare una realtà che, al contrario, è complessa, paradossale e determinata da tanti fattori. È importante, però, aprire una riflessione soprattutto sulle “nuove forme” di dipendenza, non più facilmente riconoscibili come quelle a cui eravamo tristemente abituati, ma quasi “socialmente accettate”.

Di sicuro, è difficile aiutare chi non riconosce di avere un problema: ristabilire un contatto tra la persona dipendente ed il mondo – un contatto ormai mediato dalla dipendenza – è certamente l’obiettivo della cura delle dipendenze patologiche.

Dott.ssa Federica La Pietra