#NOLIVIDISOLOCOLORE – “MA COME SEI VESTITA”?

Avete perso una buona mezz’ora a scegliere cosa mettere. Un vestito colorato che non segna troppo le forme ma che vi rende femminili e carine,  il make up che vi valorizza, magari anche un velo di rossetto. Avete fatto lo shampoo e invece di legarli stavolta vi siete fatte una bella piega, neanche foste appena uscite dal parrucchiere. Vi sentite belle, luminose, leggere. Vi siete fatte belle per lui. “Lo noterà, mi amerà ancora di più“.

Lelong.com.my
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Arrivate in macchina e lui vi accoglie con un “Dove devi andare vestita in questo modo?” – “Come mai ti sei vestita così?” – “Ti sei vista con qualcuno prima, vero?”. 

Se vorrà inviarvi il messaggio in maniera più sottile probabilmente dirà “Che ci fai vestita così? Io comunque ti preferisco in jeans e scarpe da tennis, sei più bella secondo me amore…non vestita così.”

E quella parola, Amore, vi fregherà. Perché si, vi sentite deluse, amareggiate, anche forse un po’ bruttine, tristi e sconfitte. D’impulso ad una vostra amica direste di scendere subito dalla macchina e non vederlo mai più ma – perché in questi casi purtroppo c’è sempre un ma – lui vi ha chiamate amore, e così nella vostra testa cominciano ad accodarsi tutte le attenuanti che piano piano sgretoleranno la gravità della cosa: “Lui mi ama, è così geloso perché mi ama troppo.

E se ci fermassimo un attimo a riflettere su quello che abbiamo appena letto, utilizzassimo un altro punto di vista, quello dell’amica che va subito in allerta, che ne dite?

Quello che è evidente è che probabilmente l’uomo della storia sta attuando una vera e propria violenza psicologica, più o meno sottile, per dissuadere la ragazza da determinati comportamenti o abitudini. Ma cosa ha visto di così pericoloso, in un abitino e un po’ di make up?

Semplicemente un momento, per lui insolito e pericoloso, di sicurezza e forza da parte della compagna. Quasi un riconoscersi in quanto individuo e non parte (o peggio, proprietà) di un altro. “Come ha potuto pensare a se stessa senza chiedermi il permesso?” 

Usiamo tutti i giorni ciò che indossiamo per comunicare col mondo che ci circonda: sul lavoro usiamo giacche e divise, scegliamo gioielli e accessori per manifestare la nostra forza o creatività, al contrario manifestiamo un disagio con la scelta, più o meno consapevole,  di indumenti dimessi.

Per questo per un uomo molto insicuro e sensibilmente aggressivo, il cambio d’abito, la scelta del make up o la semplice richiesta di un appuntamento dal parrucchiere più essere motivo di allarme e successivamente di discussione.

Imparare a riconoscere i piccoli segnali d’allarme come quelli citati sopra, è fondamentale per instaurare un rapporto vero, basato sull’amore e sul rispetto reciproco.

L’amore non è dolore.

Giuliana Piazzese