DACCI OGGI LA NOSTRA ANSIA QUOTIDIANA

“L’ansia è l’agitazione che portiamo con noi e che diventa stagnante, repressa, se siamo insicuri del ruolo che dobbiamo recitare. Esitiamo, i nostri cuori cominciano a battere forte e tutta l’agitazione non può fluire nell’attività, e noi sperimentiamo la paura – l’ANSIA -, l’intervallo tra l’ADESSO e il POI. Così, se sei nell’ADESSO, sei creativo, sei inventivo. Se sei nell’ADESSO, non puoi essere ansioso, perché la tua agitazione fluisce immediatamente verso un’attività spontanea.”
Bruce Lee – Notes on Gestalt Therapy

aiuto_ansia(Photo: myrome.org)

Esame da sostenere.
Attesa di un evento importante.
I soldi che ho nel portafoglio potrebbero non bastare.
Ansia. Ansia. Ansia.

Ognuno di noi ha sicuramente sperimentato situazioni che hanno scatenato ciò che comunemente chiamiamo ANSIA. Non una sensazione piacevole, è vero, ma spesso ci ha permesso di rimanere concentrati e affrontare un evento stressante al massimo delle nostre capacità.
Anche l’ansia, però, può divenire patologica.

Perchè si sperimenta l’ansia?
L’ansia è uno stato emotivo che si manifesta come risposta allo stress, ovvero serve per anticipare la percezione di un pericolo prima ancora che quest’ultimo sia realmente sopraggiunto. È, quindi, un meccanismo psicologico che ci protegge, ci attiva in uno stato di allarme se percepiamo una qualche minaccia intorno a noi. È un segnale, e il corpo, così, reagisce preparandosi all’azione.

E allora perchè sto male?
Se l’ansia arriva a livelli eccessivi, cioè non giustificata da reali pericoli e o esagerata rispetto ad essi, ci troviamo dinnanzi un Disturbo d’ansia, che può rendere una persona incapace di gestire anche le situazioni più comuni (guidare, uscire da casa, fare la spesa, ecc.) al punto che la vita quotidiana diventa davvero complicata.
Questo stato di allarme può manifestarsi in due modi diversi: la persona può sperimentare lo stato di ansia costantemente (tipicamente sono persone che vengono descritte dagli altri come “apprensive” o “preoccupate”), oppure lo stato ansioso compare improvvisamente e senza alcuno stimolo che lo scateni. In questo caso, l’ansia si può manifestare con sensazioni di soffocamento, tachicardia, paura di morire e di perdere il controllo: la persona sperimenta così lattacco di panico.

ansia_etimologia(Photo. etimo.it)

Quando l’ansia è costante e di livelli molto intensi, possono presentarsi alla mente della persona, dei pensieri intrusivi ed angoscianti, detti pensieri ossessivi. Se questi si manifestano insieme a compulsioni, ovvero dei veri e propri rituali di comportamento (azioni o gesti ripetitivi, come controllare tante volte di aver chiuso la porta di casa) o di pensiero (preghiere o formule magiche), siamo di fronte ad un Disturbo Ossessivo-Compulsivo, in cui la persona non ha alcun controllo su pensieri e comportamenti e deve necessariamente metterli in atto per evitare di essere colta da crisi d’ansia molto forti.
Ciò di cui si lamenta principalmente la persona con pensieri e ossessioni compulsive, non è tanto il pensiero ansioso che ha dato origine a tutto, quanto l’incapacità di interrompere le esecuzioni dei rituali. I soggetti con un disturbo ossessivo-compulsivo, spesso arrivano all’attenzione di uno specialista quando i loro pensieri e comportamenti ritualizzati cominciano a “rubare” non solo la serenità, ma anche il tempo (possono impiegare diverse ore della giornata ad eseguirli). Nonostante li sentano come un obbligo, il tentativo di evitare di mettere in atto le compulsioni, cercando di scacciare dalla testa i pensieri ossessivi, solitamente fallisce e “monta” uno stato d’ansia così violento da spingere la persona ad abbandonarsi ad essi.

ansia_cb_alife

Anche l’ansia, che può essere il problema che porta a richiedere un aiuto, in realtà è un sintomo e, come tale, è espressione di un disagio, di un malessere. Sembrerebbe, infatti, che le persone che soffrono di disturbi d’ansia siano “incastrate” in una sorta di insoddisfazione di sé, data dalla distanza tra l’immagine che hanno di se stessi e di ciò che vorrebbero essere. Nutrono aspettative irrealistiche, hanno standard eccessivamente elevati e non accettano l’imperfezione, per cui sono destinati a sentirsi sempre inadeguati, incompetenti e sbagliati.
Come ci si può immaginare, quindi, tale disagio ha una ricaduta molto forte sulle relazioni – di coppia, familiari, sociali – e, quindi, vale la pena fermarsi e prendersi cura di sé e capire perché lo si avverte.

Se la persona riuscirà a chiedere aiuto ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta, ammettendo quindi a se stessa di non riuscire a più “controllare tutto”, nella relazione terapeutica potrà comprendere il significato di certi stati d’animo, sensazioni e comportamenti sentiti come incomprensibili, acquisendo consapevolezza dei propri bisogni e della possibilità di “soddisfarli” in modo nuovo e funzionale nelle proprie relazioni.

Dott.ssa Federica La Pietra