SCOPRIAMO…LA DIETA ZONA

Dopo aver dato uno sguardo alla famosa dieta Dukan, un’altra dieta molto conosciuta ed utilizzata, analizzandone caratteristiche e prerogative: la dieta Zona.

Il nome Zona deriva dall’indurre, tramite una precisa alimentazione, uno stato metabolico in cui l’organismo lavora al suo massimo picco di efficienza, funzionando al meglio, senza attacchi di fame e saturo di energia durante le prestazioni fisiche.

L’ideatore è un rinomatissimo biochimico americano, il dott. Barry Sears, che ha deciso di condensare i risultati di vari studi scientifici in un approccio dietetico tanto valido, quanto di non semplice attuazione per molte persone.
Il ricercatore statunitense è partito dall’assunto che il cibo è un “farmaco” potentissimo, ed il dosaggio dei vari nutrienti (carboidrati, proteine e grassi) in specifiche proporzioni possa creare, all’interno di un organismo, condizioni metaboliche e fisiologiche atte a promuovere uno stato di benessere ed energia costante.
Questo effetto quasi “magico” avviene tramite la regolazione di una classe di ormoni poco conosciuta, ma estremamente potente: gli eicosanoidi. Queste sostanze hanno effetti a volte antagonisti, vengono prodotti in piccole quantità dalle cellule, e si autodistruggono rapidamente dopo aver espletato la loro funzione.

EICOSANOIDI “BUONI”                                    EICOSANOIDI “CATTIVI”
Inibiscono l’aggregazione piastrinica              Favoriscono l’aggregazione piastrinica
Favoriscono la vasodilatazione                        Favoriscono la vasocostrizione
Stimolano la risposta immunitaria                   Deprimono la risposta immunitaria
Combattono le infiammazioni                         Favoriscono le infiammazioni

La dieta a Zona consiste, in pratica, nel mantenere ad ogni pasto la proporzione di calorie 40%-30%-30%, tra carboidrati, proteine e grassi. Prescrive di non restare a digiuno per più di 4-5 ore tra un pasto e l’altro, di limitare dolci e cibi raffinati, ed abbondare di frutta e verdura.
Questa è l’estrema semplificazione del regime alimentare in sè.
Possiamo certamente dire che le basi scientifiche su cui poggia tale dieta (che sono complesse ed articolate), sono robuste.
I “contro” della Zona, a differenza di diete più in voga attualmente, quali la Dukan, sono ridotti e la sua adozione è consigliabile in diverse situazioni fisiologiche; questo perché non risulta essere una dieta di forte impatto metabolico, come invece le diete iperproteiche più comuni.
Gli effetti, a patto di seguirla in modo corretto e costante, sono positivi nella maggioranza dei casi, e la Zona o sistemi da essa derivati, vengono usati in molti ospedali americani e non, per contrastare diabete, ipertensione, problematiche cardiache e sindromi metaboliche.

Il problema più importante è dettato dalla sua non facile attuazione.
Un individuo nella media, che lavora, ha magari da seguire un figlio, che ha in sintesi poco tempo a disposizione e tanto stress da reggere, molto difficilmente sarà in grado di seguire una dieta come la Zona.

Perchè, vi chiederete?

Le difficoltà nel calcolare le percentuali caloriche rispetto ai tre macronutrienti in ogni pasto e spuntino hanno portato all’elaborazione di un metodo di semplificazione, detto dei “blocchi“.
Un blocco è l’insieme di tre blocchetti o miniblocchi (uno di proteine, uno di carboidrati, uno di grassi), ovvero è l’insieme base dei tre macronutrienti nelle percentuali richieste. Un blocchetto di carboidrati è pari a 9 g, uno di proteine a 7 g e uno di grassi a 3 g.
Gli spuntini sono costituiti solitamente di un blocco, i pasti si compongono con diversi blocchi in relazioni alle peculiari caratteristiche individuali. Ogni blocco corrisponde a poco meno di 100 kcal. (Fonte: Wikipedia)

calcolo(Photo: marinoripara.com)

La spiegazione riportata, reperibile su internet con facilità, è aderente a quella riscontrabile nei vari testi divulgativi pubblicati per promuovere e diffondere la Zona.
Questa sarebbe, quindi, una semplificazione?
Come sappiamo, la vita dell’essere umano medio è costellata da impegni, incombenze e stress conseguente. Immaginare di perdere tempo per fare calcoli, porzioni, sotto-porzioni e proporzioni di nutrienti, tutto da soli, è uno scoglio spesso insormontabile. Almeno questa è l’esperienza diretta riportata da diversi pazienti, curiosi di saperne di più sulla dieta a Zona e che, una volta impostato un programma che ne seguisse le regole, hanno mollato dopo pochi giorni o a volte ore.

A parte invitarvi a leggere su questo sistema dietetico nello specifico – ci sono diverse pubblicazioni divulgative, così come per molte delle diete più famose o di moda – possiamo concludere dicendo che, nonostante le basi scientifiche della dieta a Zona siano valide e verificabili e, nonostante apporti sovente molti degli effetti benefici per cui viene pubblicizzata, la sua “logistica” ha fatto da freno ad una diffusione altrimenti ben più massiccia in tutto il mondo. Intendiamoci, parliamo comunque di una dieta seguita da qualche milione di individui, che ha reso il suo ideatore ancor più rinomato di quanto già non fosse.
La bontà di una dieta come la Zona, preferibile a molte delle altre diete più diffuse da un punto di vista medico, è stata quindi in parte vanificata da una applicazione pratica spesso farraginosa e non facilmente replicabile.

Dott. Alessandro Romano