L’AMORE AI TEMPI DELLE BANDIERE ARCOBALENO

È di qualche giorno fa la notizia che il Tribunale per i Minorenni di Roma ha deciso, con una storica sentenza, per l’adottabilità di una bambina di cinque anni da parte della compagna della madre naturale.

Si tratta della cosiddetta “stepchild adoption”, ovvero di un istituto conosciuto in vari ordinamenti europei, in base al quale si dà facoltà al partner stabile del genitore legittimo o naturale di un minore, che non sia stato riconosciuto dall’altro genitore, di prenderlo in adozione. La coppia in questione, sposata in altro Paese dell’Unione Europea in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è valido ed efficace, e convivente da oltre dieci anni, aveva dato alla luce cinque anni fa la bambina grazie all’inseminazione eterologa portata avanti, ancora una volta, in uno Stato estero.

duemamme(Photo:bambinizerotre.it)

Il Tribunale per i Minorenni ha ritenuto applicabile alla fattispecie al suo esame una norma della legge sulle adozioni, che prevede la tutela del superiore e preminente interesse del minore a mantenere, anche formalmente, con l’adulto quel rapporto affettivo e di convivenza già consolidatosi nel tempo, a prescindere, ed è questa la novità eclatante, dall’orientamento sessuale dei genitori.
Poiché la norma in questione (art. 44 l. 184/1983) non contiene alcuna discriminazione tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali, il Tribunale di Roma sembra essersi limitato a garantire la copertura giuridica a una situazione di fatto già esistente, e non avrebbe, dunque, dato vita a un nuovo diritto, cosa che, d’altra parte, esula dai compiti del giudice. Tuttavia, com’era prevedibile, le reazioni politiche non si sono fatte attendere, divise tra quelle dei conservatori che urlano allo scandalo e quelle dei progressisti che auspicano una legge in grado di rendere meno pionieristico il lavoro dei Tribunali.
In attesa di conoscere gli sviluppi legislativi che una simile innovativa sentenza potrebbe apportare, piace immaginare che il nostro Paese possa diventare più vivibile per tutti, nel rispetto delle minoranze senza alcuna preclusione ideologica.

Avv. Federica D’Alessandro